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Guido d'Arezzo è nato proprio ad Arezzo?


Guido d’Arezzo  è nato proprio ad  Arezzo ?
Arrivando ad Arezzo, il pullman si ferma in piazza Guido Monaco. appena fuori dalle mura del centro storico. Tutte le mattine qui prendiamo il pullman e alla sera ritorniamo qui.
Ci chiediamo tutti chi era Guido d’Arezzo e perché è cosi famoso. Molti sanno che ha inventato la scrittura musicale, ma molte domande rimangono senza risposte precise.
La curiosità mi spinge a cercare nelle librerie un libro su Guido d’Arezzo, anche per fare un regalo. Non trovo nulla nell’unica libreria antiquaria che mi segnala la guida. Nella libreria presso la  Basilica di S.Francesco trovo un libro recente, unica copia rimasta, uscito nel 2012, scritto da un medico di Badia Tebalda, edito da un Editore locale.(Tommaso Regi, Autopsia della vita di un Genio, Guido D’Arezzo, Sabbioni Editore, 2012). Lo prendo al volo, lo leggerò a Milano.
L’Autore del libro prende spunto da una intuizione del Parroco di Concellalto  (Sestino-Arezzo),  che ha scritto nel 1990 un saggio su Guido d’Arezzo e sulla nascita delle note musicali  “Concellalto, Palazzi e la Pieve….”,  ed esplora il passato di Guido Monaco tentando di scoprire i misteri che ancora avvolgono la vita del monaco Guido2 attraverso una analisi minuziosa dei luoghi, delle testimonianze  e delle notizie raccolte nel tempo qua e là da varie fonti. 
Geniale teorico musicale, Monaco ha inventato il “Tetragramma”,  il rigo musicale di quattro righe con le note quadrate (per il canto gregoriano), la ”Mano Guidoniana”,  metodo mnemonico per aiutare i cantanti nella lettura a prima vista e ha dato il nome alle note musicali.
 
Ma dove sono nate le sette note musicali ? dove è nato Guido Monaco ?
Arrivato in età giovanile a Ferrara, Guido Monaco visse a lungo a Pomposa, allora primo monastero d’Italia, come monaco benedettino nell’Abbazia. Insegnò ai giovani cantori  innovando le tecniche del solfeggio e iniziando a mettere a punto un metodo di  memorizzazione e di scrittura della musica.
Le sue innovazioni didattiche gli valsero l’ostilità dei confratelli che si ritenevano maestri del bel canto e non volevano cambiare metodo. ” Per la  pace del Convento”  Guido  fu allontanato da Pomposa dal Priore Abate Guido e dovette prendere la via dell’esilio. L’ipotesi più attendibile sembra essere quella che si rifugiò, con l’aiuto del Conte  Tedaldo di Canossa, nominato Vescovo di Arezzo , all’Abbazia di Badia Tebalda (siamo nel 1023). fondata dallo stesso Vescovo. L’Abbazia, in montagna all’estremo nord entro i confini della Diocesi di Arezzo  tra Marche e Romagna,  era particolarmente adatta al monaco rivoluzionario ed eremita. Sostiene l’A. che  le sette note sono state inventate proprio  a Badia Tebalda : “è una tesi  questa che sostengo da anni e ne sono sicuro”.
In quel periodo e nell’Abbazia di Badia Tebalda, sede tranquilla a 60 Km da Arezzo, il monaco Guido,  protetto dal Vescovo,  ebbe modo di raccogliere e completare i suoi studi e di scrivere le sue opere poi pubblicate. (“Micrologus” -Regole dell’arte musicale- il suo capolavoro).
A Guido Monaco  viene universalmente attribuita, oltre al tetragramma e alla Mano Guidoniana, anche la definizione e la denominazione delle note musicali. A ciascuna nota assegnò un nome:  le sette note furono ricavate dall’inno a San Giovanni Battista di Paolo Diacono e precisamente dalla prima strofa dei Vespri della festa del 24 giugno che dice:
 
UT queant laxis                affinchè possano con libere
REsonare fibris                  voci cantare
MIra gestorum                  le meraviglie delle azioni
FAmuli tuorum                  tue i (tuoi) servi,
SOLve polluti                    cancella dal contaminato
LAbii reatum                     labbro il peccato
SAncte Joannes                 o San Giovanni
(Da Vikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_monaco )
 
Ecco la trasposizione delle note musicali sul tetragramma originale , trasformato più tardi in pentagramma con le note rotonde:

 
Prima nota era UT, come si trova ancora nei codici antichi. Fu sostituito già dal 1536 dal DO. Come pure il SI prese il posto del SA, su proposta di L. Zacconi nel 1522.
Papa Giovanni XIX , incuriosito dalle notizie sulle innovazioni del monaco-maestro aretino invitò ben tre volte Guido  a Roma.  Vi andò nel  1028 ad illustrare alla Curia romana le novità che aveva introdotto.
Nel  1028 Papa Giovanni XIX ha approvato l’opera di Guido Monaco e permise allo stesso di “brillare” (verbo usato allora per la straordinarietà dell’evento).
 
Dove è nato Guido Monaco ? Nessun storico è riuscito a dare a Guido Monaco una città natale certa. E’ stato fatto nascere in molti luoghi, anche fuori d’Italia. Ad Arezzo una targa su un palazzo sancisce la nascita in città “Qui nacque ed abitò Guido Monaco…”. La targa fu posta da un privato cittadino e non fu “mai autorizzata per parte  di chi per ufficio o dottrina ne avesse la competenza”. E’ probabile forzatura  finalizzata alla valorizzazione di un edificio !
La disputa sulla nascita è tuttora aperta. L’Autore  sostiene che “Guido Monaco è nato a TALLA tra il 998 e il 1000”. Non ci sono notizie sicure scritte, ma c’è una diffusa tradizione orale tramandata da secoli che sostiene che Guido Monaco è nato a Talla e che i testi definitivi delle sue ricerche musicali sono stati scritti a Badia Tebalda. Partendo da questa tradizione orale e valutando attentamente le realtà politiche, religiose, geografiche ed organizzative di fine X e inizio XI  l’A. ricostruisce la vita del genio, dalla nascita, alla crescita, maturazione, apoteosi  e scomparsa dalla scena nel 1036, data dalla quale non si trovano più notizie. Non si  sa nulla  della sua morte. Gli storici  indicano l’anno 1050.
Per ricostruire una cronologia attendibile, l’umica data certa alla quale l’A. fa riferimento è la nomina di Tedaldo di Canossa  a Vescovo di Arezzo, perché è accertato che Guido Monaco, si trasferì da Pomposa nel territorio di Arezzo nel 1023. Sulla base della tradizione orale e di tutte le informazioni raccolte l’A. arriva a concludere che Talla possa essere la vera città natale.
La disputa  tra storici continuerà. Come turista spero che Guido Monaco rimanga noto come “Guido  d’Arezzo”, il più grande genio musicale che permise a tutto il mondo di tramandare la musica inventando una scrittura universale.

 
Franco Candiani
  

 

 

 

 

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SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136