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I giardini di Castel Trauttmansdorff


        
 
Alcuni giorni prima di partire, in piacevole compagnia, verso l'Alto Adige e il sud Tirolo, avevo terminato di leggere il romanzo di Vanessa Diffenbaugh “Il linguaggio segreto dei fiori”. Libro che è un vero fenomeno letterario in quanto, opera d'esordio dell'autrice, è stato acquistato per più di un milione di dollari negli Stati Uniti e contemporaneamente da 30 paesi del mondo. La trama si snoda in modo scorrevole là dove ogni fiore, con il suo significato che siano le rose per grazia ed eleganza, la camomilla a simboleggiare la forza nelle avversità, accompagna le vicissitudini e lo scorrere della vita della protagonista.

Accade spesso che si lasci andare un libro, dopo averlo letto, piuttosto a malincuore per la presa che ha nei confronti del lettore. Così era stato per me questo romanzo. Trovarmi quindi a percorrere i viali che portavano alle balze stracolme di ogni possibile fioritura, di quanto la primavera propone, nel Castello di Trauttmansdorff a Merano ha rappresentato una gioia degli occhi ulteriore in quanto andava a ricollegarsi a quelle pagine. Il Castello ospitò in due occasioni la Principessa Sissi, che soggiornava volentieri a Merano. La prima volta giunse a Trauttmansdorff nell'ottobre del 1870 con un treno della nuova ferrovia del Brennero e con una corte di 102 persone. Vi ritornò solo 18 anni dopo, nel 1889, a sei mesi di distanza dalla morte del figlio Rudolf d' Asburgo. Una statua la rappresenta appunto vestita di nero ed è collocata in un terrazzo in modo da essere visibile anche dall'esterno mentre la si incontra nuovamente in un mezzo busto in uno dei viali.

Oggi il Castello è adibito a bar e ristorante oltre al bookshop e ospita dal 2003 un museo “esperenziale” dedicato esclusivamente alla storia del turismo. Molte sono anche le iniziative culturali che vi si svolgono prevalentemente da giugno ad agosto. Ma ciò che sollecita esclamazioni di meraviglia è il giardino botanico che circonda il Castello. Esteso in 12 ettari digradanti su 100 metri di dislivello così da poter essere visto anche dal basso. Più di 80 ambienti botanici con piante da tutto il mondo favorite anche dal clima mite di Merano. Un calendario stagionale porta via via dalla fioritura dei tulipani e delle rose in primavera ed estate fino a quella delle camelie autunnali esotiche mescolate ai brillanti e dorati colori dell'autunno. Forse non senza esagerazione ne vale il viaggio.

Fiammetta Bernardinelli Roditi

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136