Parrocchia S. M. Segreta in Milano:        Dove siamo        Orario SS. Messe         Contatti          Facebook!

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Il Credo di don Michele Do

Credo in un solo Dio che è Padre,

fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà.

Da Lui vengono e a Lui ritornano tutte le cose.

Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo.

Immagine invisibile e trasparente dell’invisibile volto di Dio.

Immagine alta e pura del volto dell’uomo

Così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito Santo,

che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore,

per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.

Credo che da questa fede fluiscano

le certezze più essenziali della nostra vita:

la Comunione dei Santi e delle cose sante che è la Chiesa,

la Buona Novella del perdono dei peccati,

la speranza della Resurrezione

che ci dona la certezza che nulla va perduto della nostra vita:

nessun frammento di bontà e di bellezza,

nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato,

nessuna lacrima e nessuna amicizia.

                                                               Amen!

                                                                           Don Michele Do

Da  Per una immagine creativa del Cristianesimo Albatros Editore

Marilù  Colli

 

 

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136