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Martedi' 3 ottobre: l'arcivescovo Mons. Mario Delpini in Santa Maria Segreta


Martedì 3 ottobre, dopo la Messa delle ore 19, ha fatto visita alla nostra parrocchia l’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini. Sua Eccellenza si è intrattenuto con la nostra Comunità in preghiera, prima per una Decina del Rosario poi per una breve riflessione sul significato dell’immaginetta che ci ha lasciato. Il primo pensiero dell’Arcivescovo è stato rivolto alla Chiesa di Milano, affinché questa possa essere principio di unità in una città spesso dispersiva e disgregata.

In tal senso il recitare comunitariamente il Rosario è una forma di unità che ogni Parrocchia può esercitare. A seguire l’Arcivescovo ha così interpretato l’immagine della Pietà Rondanini riportata su un lato della immaginetta: il Cristo crocefisso nelle braccia della Madre è un messaggio di fede, perché è Maria che si appoggia al suo Figlio morto, ma simbolicamente a questa morte di appoggia chi vive, perché il Cristo morto dà la vita a chi a Lui si appoggia, a chi a Lui si affida. Splendida immagine che l’Arcivescovo fa propria ricordandoci il compito che lo attende in questa sua nuova Diocesi, la più grande del mondo: "forse anche io, dice, non ho oggi tutte le energie per gli impegni che mi attendono, ma la fede e l’appoggiarmi a Lui me le faranno trovare, mi sosterranno". In ultimo ecco la spiegazione della preghiera sull’altro lato della Immaginetta: il “venga il tuo Regno” è detto e ripetuto da noi cristiani che crediamo nell’attesa, nella speranza della vita eterna; è detto dalla Chiesa che non è quella lamentosa, che si richiude su se stessa, che si lamenta, ma è la Chiesa viva, del suo popolo in cammino, non preoccupata di terminare la sua millenaria storia ma, viceversa, in marcia verso la festa di Dio, tutti insieme animati dalla certezza della presenza del Padre.

Questo arde nel cuore della Chiesa! In un bagno di folla felice l’Arcivescovo ci ha benedetti e salutati.
Torni a farci visita! Alla prossima!
 





 

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136