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Una grande organizzazione per dar la caccia al badaleone (versione in italiano)

Ci  è giunta comunicazione dal Ministero Pari Opportunità che un gruppo di cittadini milanesi ha inviato uno scritto di protesta perché, dopo un viaggio nell’Aretino con una spedizione zoologica, hanno ricevuta la memoria conclusiva dell’impresa in dialetto milanese che alcuni dei partecipanti non comprendono perché oriundi da altre regioni.
Ci siamo allora rivolti al nostro esperto che ha volto la relazione in lingua italiana.
 
 UNA GRANDE ORGANIZZAZIONE
 
PER DAR LA CACCIA AL BADALEONE
 
 
Se un buon investigator è don Matteo,
 che la RAI ci fa veder da molti anni,
fra i migliori detective, all’apogeo,
c’è don Gianfranco, con più moderni panni.
Un dì che in soffitta curiosando stava,
dentro ad un cofanetto ha ritrovato,
sotto dei vecchi calzoni alla zuava,
un grande foglio tutto arrotolato
dove era scritta una storia interessante
che narrava del vecchio sagrestano
Esilio, del buon vino molto amante,
che hanno trovato morto in modo strano
perché da un badaleone fu ammazzato.
Come fosse l’animale misterioso
il Don proprio a spiegar non è riuscito
E con gran rigor, meticoloso,
tutte le enciclopedie ha consultato.
Doveva essere una fiera sanguinaria
se anche i leoni le sono sottomessi
e, basta vederla, lor viene l’orticaria.
E, come chiaro dicon i nomi stessi
con cui vengon chiamati, bada leoni,
per farli rigar dritto programmati
capaci son di mangiarli in due bocconi.
Oramai molti soggetti ha radunati
da tutta questa storia stimolato
il don Gianfranco è molto incuriosito
e molte ore del suo tempo ha dedicato
per saper l’animal dove è finito.
Ma non c’è soluzion; viene appurato
che nessun può dare un quadro definito.
Sempre più incuriosito il Reverendo
ha iniziata una ricerca capillare
tutti i suoi parrocchiani convocando
perché possan qualcosa ritrovare.
Nonostante l’impegno dimostrato
nel ricercar il badaleon selvaggio,
assolutamente nullo è il risultato
e allor ci annunciano che ad inizio maggio
verrà effettuata una spedizione
per saper se esista ancora un badaleone
dato che l’ultima notizia che hanno avuta
da una francese che ci ha raccontato
che un suo conoscente, di banca direttore,
di un premio letterario vincitore,
afferma di averne visti ben ventuno
qualche mese fa, laggiù nel Casentino.
Si riaccende la speranza un po’ smorzata,
trovare il direttor è stato un po’ un casino
perché è in Australia a fare una cacciata
e allor preparazione s’è iniziata
con l’attenta selezione degli ammessi:
che di fisico prestante sian dotati,
vietati in ogni modo i compromessi,
e che i trent’anni non abbian superati.
Le quote rosa van sempre rispettate
perché altrimenti si scatena una bagarre,
ma troppe donne si sono presentate
e a sorte le candidate son da estrarre.
I maschi sono da cercà col lanternino
ma delle quote azzurre si fa a meno.
Porto d’armi per sparare è necessario
ma pochi celato lo tengon nel taschino.
Il Conte Orlando, del gruppo il Commissario,
fra mille è stato scelto in gran segreto
e un lunedì mattina all’otto e mezza
dà il fischio di partenza con un xxxx (censura).
Veloce corre il Cervibus sull’autostrada
finchè giunge ad Arezzo, la sua meta,
e quando si arriva ciaschedun bada
a non rimanere solo , come un anacoreta.
Tutti cercan di darsi un gran daffare
per degni apparir della convocazione
e quali e quanti Santi sian da invocare
per risolvere alla svelta la questione.
Di capire dove si trova il badaleone
ciascuno cerca intanto di afferrare.
Tutta questa attività disordinata
Con spiacevoli incidenti si conclude:
una delle ragazze, la più sfrenata,
come cervo saltando, in modo rude,
tre costole in total s’è fratturata
e le radiografie che le ha scattate
fede fanno di questa bambinata.
Un’altra invece, di cuore sofferente,
(sfuggita era la cosa ai controllori)
è stata ricoverata in Ospedale
dove uno stent le han messo immantinente
per esser certi che più non stesse male.
Con la stampella cammina Maria Piera
una protesi dell’anca gabellando,
ma pochi sanno la notizia vera,
cioè che la stampella come un brando
esser poteva usata, mane e sera,
ma anche, con un treppiedi incorporato,
in una mitraglia ratto si trasforma,
così che i badaleone sforacchiato
immobil rimanesse (e par che dorma!).
Ma nonostante queste precauzioni
non un sol colpo si sparò in Toscana
perché dei pericolosi badaleoni
nessuna traccia ci portò alla tana.
Per fugar il prevedibil scoramento
vagando sopra i monti e nella piana
qualche Chiesetta vanno a visitare
e sale ogni giorno il convincimento
vi siano cose degne da annotare;
ma a tutti salta agli occhi un personaggio
che sembra qui inviato  dalla CIA
perché ogni particolar del nostro viaggio,
d’ogni quadro dipinto, d’ogni abbazia,
furiosamente scrive un taccuino
che, alla fine del viaggio, certamente,
sollevar non lo può neanche Ercolino.
INCISO
(Quando il sottoscritto ieri ha tentato
di riordinar le sue fotografie
la”Dama dal cappello blu” ha un po’ invidiato
perché fra “nessuna” e “troppe” informazioni
meglio sarebbe una media aver tenuta
perchè di Della Robbia ce ne son milioni
(ovvio! tenendo conto delle imitazioni!)
ma quell’Annunciazione dove sia
non riesco a stabilirlo chiaramente).
 
Quanto al risultato dell’operazione
un po’ scontenti eran certamente
ma si consolavan con” affettazione”
salamino mangiando e finocchiona
sotto un tendone nei pressi di La Verna
quasi alla fine di questa maratona
quando ci si presenta alla taverna
un messagger con un biglietto in mano
che, trafelato, annuncia ai convenuti
d’esser mandato apposta da Milano
per risolvere problemi non soluti.
Così dicendo porge al Conte Orlando
il bigliettin che stretto avea tenuto
e questi legge quasi declamando
(tanto che par che troppo abbia bevuto)
il messaggio che la parola “fine”
al viaggio definitivamente pone.
 
“Fermate operazione immantinente!
Sopra un testo di terza elementare
trovato abbiamo, scritto chiaramente,
che il badalone lo possiam trovare
non nelle steppe ma in una sagrestia
dato che feroce non è già un felino
ma, a sostegno del libro in cantoria,
tutto di legno è fatto il baltreschino.
Ulteriori ricerche han confermato
che il Gremolada Ersilio è deceduto
per le ferite che aveva riportato
quando un badalon dall’alto era caduto.
Vien fatta inoltre una precisazione:
badalone è scritto e non badaleone:
famosi i ventuno conservati
nel Casentino (ma sono un po’ tarlati!)
 
In fondo, un badalon visto l’abbiamo,
e, in complesso ci siamo divertiti,
abbiamo ben mangiato e ben bevuto
visitando i nostri posti preferiti
perché, troppo bella è questa campagna
coi cipressi sui crinali allineati
il grigio argento chiaro degli ulivi
che contrasta col terren bruno castagna,
gli ordinatissimi spazi boschivi
con i tronchi caduti accatastati
e i mille fusti dritti sull’attenti,
il tutto condito col parlar toscano
che per dir “andare e ritornar” usan invece
“anda e rianda” dir con armonia
dando un ritmo al discorso che ci piace
perché ci sembra pura poesia!
                                                                                                      Erbi della Ruera
     

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136