Parrocchia S. M. Segreta in Milano:        Dove siamo        Orario SS. Messe         Contatti          Facebook!

L'Organo Tamburini



 
Esigenze culturali, connesse a quelle artistico-musicali e ad una personale sensibilità hanno portato, nel 1983, Mons. Luigi Villa, parroco di S. Maria Segreta a prospettare la costruzione di un organo capace di esprimere gli alti valori musicali che la parrocchia custodisce gelosamente sin dai tempi di Santo Spinelli, insigne organista e padre di Gianfranco, che fu per oltre trent'anni organista titolare della chiesa.

Lo studio del progetto venne affidato al M.tro Enzo Corti, allievo di Gianfranco Spinelli, il quale, rifacendosi alla tradizione organaria italiana e guardando alle tendenze delle più prestigiose scuole organarie europee che venivano delineandosi agli inizi degli anni sessanta grazie anche all'infaticabile lavoro di ricerca di noti studiosi (tra cui lo stesso Gianfranco Spinelli e Luigi Ferdinando Tagliavini), decise di affidare la costruzione dell'organo della "Pontificia Fabbrica d'organi Tamburini" di Crema, che già a sua volta aveva recepito il processo evolutivo che si andava sviluppando in tutta l'Europa.

Perciò le caratteristiche dello strumento mirarono al recupero dell'originaria tradizione dell'organo meccanico e di una fonica in grado di rispondere alle varie esigenze interpretative imposte dall'intera letteratura organistica. Ciò contribuì alla realizzazione di uno strumento pari ai prestigiosi organi delle più note chiese europee.
 

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136