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Piemonte 2015


TRA ALPI E PADANIA: un viaggio nella STORIA
Iniziato in sordina con qualche defezione dell’ultima ora, con qualche ritardo in partenza e con previsioni climatiche incerte, il viaggio in Piemonte  mostra  subito motivi di grande interesse entrando in Val di Susa. La luce dei laghi di Avigliana ci accoglie in tarda mattinata. Il Parroco del Santuario della Madonna dei laghi  ci  intrattiene piacevolmente sulle vicende della Contessa Bona di Borbone che qui venne ad implorare dalla Vergine il dono della fecondità.(sec. XIV). Nel primo pomeriggio la Sacra di S. Michele, monumento simbolo della Regione Piemonte,  mette subito alla prova le capacità del gruppo non più giovane: una parte ricorre subito alla “navetta” per evitare la salita a piedi al basamento del millenario complesso religioso di epoca romanica;  insieme saliamo con evidente affanno  le alte gradinate dello scalone dei morti che portano all’ingresso della Chiesa. A tre navate del XII sec.,  costruita sopra uno sperone roccioso, il monte Pirchiriano, la grande Chiesa domina la valle  di Susa. Dall’alto ci appare una bellissima pianura in pieno sole solcata dalla  Dora Riparia; ammiriamo  dalla terrazza le “dentate scintillanti vette” di carducciana memoria che, ancora bianche di neve, circondano e chiudono la valle verso il Monginevro.
Il giorno seguente il centro storico di Saluzzo ci riporta al XII secolo quando la città divenne il centro del nascente Marchesato di Saluzzo. Il castello costruito a ridosso del borgo fu la dimora  dei 18 Marchesi che hanno governato il saluzzese fino all’invasione dei Savoia nel 1588.  La Casa Cavassa, abitazione di una nobile famiglia saluzzese del XV secolo, oggi  divenuta Museo civico,  ci  mostra lo splendore del Marchesato che ha dominato il Piemonte per ben quattro secoli. Il Castello, oggi La Castiglia, ospita il museo della civiltà cavalleresca e numerose esposizioni in un ambiente modernamente rinnovato.
La visita alla monumentale Basilica di Staffarda, alla Chiesa Collegiata e alla Cappella Marchionale di Revello completano una giornata distensiva che ci ha fatto scoprire una pianura piemontese ricca di campi di grano e di frutteti , dominati in lontananza dal candore delle Alpi Cozie che col Monviso completano uno scenario di grande suggestione.
Una particolare attenzione ha meritato a Villar San Costanzo il Santuario di San Costanzo a Monte, gioiello di arte romanico-gotica (XII sec.). Nascosto nei boschi di Villar sulle pendici del monte S.Bernardo a m. 807 è luogo di storia (dal VI sec,) e di spiritualità. Recentemente restaurato, consolidato e riaperto al pubblico, il Santuario è costituito da due chiese sovrapposte a tre navate che si chiudono con  tre splendide absidi. 
Scendendo verso sud rispetto a Caraglio, che per quattro notti ci ospita come base per le nostre escursioni, scopriamo le belle vallate del Cuneese. la Val Maira e la Val Grana, dove è prevista una ghiotta visita  serale.
Ma prima le città più antiche e gloriose del Piemonte: 
Cuneo, la capitale della Provincia Granda, la sua nobile grande piazza centrale con negozi di classe e un antico elegante caffè, che ci consente di soddisfare la nostra gola…i famosi cuneesi al rhum…, ma c’è dell’altro che sazia  la nostra sete di bello, il complesso di San Francesco, trecentesco, oggi museo civico che ci propone reperti  del territorio ben allestiti e molto ben restaurato con criteri moderni.
Ma la giornata non è finita, ci aspetta in Val Grana il Castelmagno : il C. blu di mucca, il C d’alpeggio, il C di montagna, il C verde, una sinfonia di sapori che ben si sposano agli gnocchi e al vino rosso corposo della valle!
E poi Mondovì la più antica città piemontese, che diede i natali a Giovanni Giolitti. Nata nei primi anni dell’XI sec., fu sede di un importante sede vescovile. Le piccole vie e la piazza Maggiore, sulla quale prospetta la bella Chiesa barocca della Missione,  mantengono l' impostazione medioevale e lo stile del borgo antico costruito in cima al monte (m.547), da cui deriva il nome. 
A Bastia Mondovì ci soffermiamo ad ammirare gli affreschi di San Fiorenzo  nella omonima Chiesa del XIII sec.  Ci troviamo immersi in una vera e propria "Biblia Pauperum" : nel presbiterio al centro una dolcissima Madonna col bambino tra S. Fiorenzo che offre fiori al bambino e S. Martino.
E infine a Vicoforte ci sorprende, per la sua grandiosità e un gran numero di pellegrini devoti, il famoso Santuario “Regina Montis Regalis”, capolavoro del barocco piemontese, a cupola ellittica. 
Ma il cioccolato è l’altra specialità golosa di questa zona di Piemonte. A Vicoforte ci attende Cioccolandia. E’ irresistibile, tutti ne facciamo scorta per la famiglia, amici , grandi e piccoli. Un meraviglioso ricordo offuscato però da qualche....problemino personale di parecchi di noi, probabilmente provocato da una intossicazione alimentare. La Croce Rossa e l’ASL di Cuneo ci tengono sotto controllo l’ultima serata in albergo e mettono un po’ di pepe su un viaggio parrocchiale per il resto tranquillo e ben organizzato. 
Ciò non impedisce di completare la nostra vacanza  con la chicca del Castello dei Savoia di Racconigi: il suo scalone, le sue ampie stanze ben affrescate, il suo grande e antico parco. Una simpatica gita in carrozza trainata da due grossi cavalli ci fa ammirare piante secolari e vivere l’atmosfera di altri tempi, nella memoria dei Reali di Casa Savoia.
Al ritorno, il giorno dopo l’inaugurazione dell’EXPO 2015, troviamo una Milano ferita dai Black Bloc proprio nel nostro quartiere.
Al prossimo viaggio.....

Anna Candiani 

PS. Alla fine del viaggio abbiamo consegnato alla Parrocchia la somma residua di circa €. 2.500 a sostegno delle varie attività parrocchiali.

Sono raccolti qui di seguito spunti, riflessioni, impressioni , contributi  spontanei  di chi ha partecipato al viaggio e vuole condividere la bella esperienza  vissuta insieme.


PS. A conclusione del viaggio siamo riusciti a risparmiare sul budget previsto la somma di circa €. 2.500 che sarà destinata alle varie attività parrocchi

Giovedì, 10 Settembre 2015
Martedì, 9 Giugno 2015
Sabato, 6 Giugno 2015

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136